C’era una volta un sogno – GS 42 Frers

16 settembre 2014
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C’era una volta un sogno…
…un bellissimo sogno inseguito sin da bambino, una passione nata da i racconti e le storie di mare che mio nonno mi raccontava quando ancora non avevo l’età della ragione, una passione che forse era ed è parte del mio DNA!
Nella mia mente comincia ad affiorare l’idea che, forse, è arrivato il momento, il momento giusto per fare il grande passo, acquistare la barca!
Ricordo con piacere le telefonate con Luciano; si parlava di barche e di esperienze, la sua passione (nel caso ce ne fosse stato bisogno!) mi ha contagiato, i suoi consigli mi hanno reso meno sprovveduto.
E poi i racconti di mare e di veleggiate… il dado era tratto!!
Dopo aver girato per mezza Italia, visto una decina di barche, letto un migliaio di pareri e non so quante recensioni, ascoltato amici e periti, “decido” che questo GS 42 è la barca che fa per me!IMG_1955
Si tratta di un 42 piedi uscito dalla matita di German Frers costruito dai Cantieri del Pardo a Forlì nel 1992.
E’ amore a prima vista!

La barca si presente in ottimo stato generale e la perizia conferma l’ottima qualità costruttiva che era uno standard in quegli anni per Del Pardo.
Trovo l’accordo con il vecchio proprietario ed in quattro e quattr’otto sono pronto per godermi le mie prime 800 miglia per portarla a casa!
Ricordo di non aver dormito per una settimana…DSC01505
Il primo anno passa tra folli entusiasmi e prodigiose uscite, con ogni tipo di vento e di mare…
Ma le passioni sono come la colla, ti si attaccano addosso e non c’è modo di liberarsene! E così la voglia di migliorarla e renderla più efficiente si fa presto strada ed incomincio ad aggiornare la tecnologia, faccio upgrade di attrezzatura e manovre, aggiungo comfort a bordo e chi più ne ha più ne metta!

Ma non è tutto! Dopo un anno trascorso alla ricerca del giusto cantiere, decido di rifare la coperta in teak! E’ stata una decisione difficile, in questi casi, se non si è “del mestiere”, bisogna fidarsi!
E da qui nasce una nuova storia!
10 Dicembre 2013
Il biglietto del treno recita: Viaggio Napoli Centrale-Salerno, Treno Intercity 701, Carr 5, Posti 97, 92, PNR GLPC2N, Partenza 8.55 arrivo 9.30…magari! Arriveremo ad ora di pranzo!!
Lucio ed io (il “mio” fido skipper per questi tipi di trasferimenti) dobbiamo raggiungere Salerno e partire per Fiumicino, il cantiere scelto è infatti alla foce del Tevere. Il viaggio durerà circa 22 ore, sono infatti 142 miglia circa. Tralasciano il problema del treno (che ha fatto ritardo), del benzinaio (chiuso) e del freddo di dicembre, terminiamo la traversata facendo medie di tutto rispetto (quasi sempre sopra gli 8 nodi!) in sole 18 ore!
Ad aspettarci c’è la gru pronta a tirar in secco la barca!
Il teak scelto è Burma First qualità special da mm. 10.IMG_1689-640
Si procederà alla rimozione del vecchio teak e successivamente alla posa in opera dei trincarini e della spina di centro. Il tutto per accogliere le doghe che formeranno la coperta.
Il disegno è stato modificato e reso più elegante ed in linea con la tradizione. Sono stati ottimizzati tutti gli spazi lasciati alla VTR che adesso è “al minimo”.
Si è creato un vero e proprio tappeto di teak!
IMG_1792Nei quattro mesi impiegati al completamento del lavoro non ci sarà settimana in cui non visiterò il cantiere, è stata un attrazione troppo forte seguire i lavori, vedere i progressi, mettere a punto i dettagli… è stato un crescendo di aspettative!
I giorni passano in fretta e la voglia di riavere la barca in acqua si fa sempre più pressante!
Ovviamente non mi limito alla coperta ma saranno effettuati controlli all’albero sostituendo tutti i cavi elettrici, prese a mare e passascafi nuovi, lucidatura murate, sostituzione manovre consumate, antisdrucciolo e fascia blu in tuga nuovi, nuovo l’antisdrucciolo della scala.
Nuovo è anche il motore (che non so se per follia o buon senso IMG_2127-640sostituisco…) che adesso è un Volvo Penda D2-40 e piedino che adesso è un 130S…ed ancora una miriade di piccoli e funzionali interventi come gli scarichi in pozzetto nuovi oppure la luce nel boma…
In poche parole ho fatto al GS un bel lifting!
Quando vado a vela, quando guardo il mare increspato colorato di oro dal sole che tramonta, penso a mio nonno e mi convinco sempre più di aver fatto la scelta giusta!IMG098

 

 

Mi sento libero

Francesco

http://grandsoleil42.com/

2 Commento(i)

  1. Sicuramente una belle più belle barche mai costruite, a mio parere. Ingrata la definizione di Spaghetti-Swan data dagli inglesi alle barche del Cantiere del Pardo: tutta invidia

  2. Concordo… tutta invidia! D’altra parte noi italiani poche cose sappiamo fare bene, una di queste sono le barche (o meglio erano…)!