L’osservazione del tempo sul mare

19 giugno 2014
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L’osservazione del tempo sul mare nell’ultimo ventennio, grazie allo straordinario contributo dei satelliti, dei moderni sistemi di telecomunicazione e dei modelli di previsione, la meteorologia ha fatto enormi progressi. Osservatore-marino-640
Eppure, nonostante le tecnologie, la capacità di un navigante di saper cogliere i segni di un cambiamento delle condizioni meteo-marine rappresenta ancora oggi un elemento centrale e determinante per la scelta della rotta più favorevole e sicura.
Chi va per mare, rivolge il proprio sguardo attento verso l’orizzonte cercando di capire se le condizioni si manterranno maneggevoli o se il vento e il mare, che iniziano a rinforzare, renderanno la navigazione difficile e impegnativa. Poter contare su dei bollettini precisi e aggiornati è importante ma è evidente che talvolta, specie nel Mar Mediterraneo, le condizioni meteo sono soggette a delle variabili impreviste che possono sfuggire anche al più accurato dei modelli di previsione e sorprendere il più esperto dei marinai.
La consapevolezza dei limiti dell’informazione meteo- marina contribuisce ad un suo corretto utilizzo.
Del resto va anche sottolineato come oggi vi siano diverse fonti meteorologiche che coprono l’intera area del Mediterraneo e ciò consente a chi va per mare di avere un quadro più dettagliato e accurato dell’evolversi della situazione del tempo sul mare.
Il rischio che una burrasca non venga preannunciata dalle previsioni elaborate dai servizi Nazionali si è comunque decisamente ridotto; questo è un fattore rassicurante.
Per una volta pertanto, anziché concentrarsi sui bollettini elaborati dalle diverse fonti, sarebbe importante riflettere sulla capacità di chi decide a bordo di acquisire, analizzare e ragionare le informazioni meteo, integrandole con le proprie osservazioni di bordo.
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Per sintetizzare direi che l’approccio del diportista all’informazione meteo è essenzialmente di tre tipi.
Il primo è quello di chi, per sfiducia o presunzione, crede poco ai bollettini, forse perché si è trovato più di una volta a navigare in condizioni molto diverse da quelle indicate dalle previsioni.
Il secondo è quello di chi utilizza l’informazione meteo come un utile ausilio alla navigazione, da interpretare sulla base delle proprie osservazioni e conoscenze e da adattare alla propria rotta.
Il terzo è quello di chi ha deciso di uscire dal porto solo se le condizioni meteo indicate dai bollettini sono veramente ottimali.
mare agitatoLa considerazione più coerente è a mio avviso quella meno estrema di chi ascolta e legge i bollettini ma li valuta in modo critico cercando di capire come una previsione relativa ad una determinata zona possa subire delle significative variazioni a livello meteo locale.
Ogni decisione di navigazione va assunta a bordo e compete al Comandante, sia esso a bordo di un piccolo natante o di un grande yacht.
A lui spetta il compito di acquisire tutti quegli elementi che dovranno consentigli di scegliere il momento di partire o di restare, la rotta più favorevole e sicura.
Dopo anni di navigazione nel Mediterraneo e in oceano e circa venti di impegno professionale nel settore dei servizi meteo per le attività marittime, mi sono convinto che la comprensione del tempo sul mare rappresenti una vera e propria dotazione di bordo, fondamentale per la sicurezza del mezzo e dell’equipaggio.
La navigazione meteorologica esprime le scelte di rotta in relazione alle condizioni meteo-marine in atto e previste, alle caratteristiche del mezzo e dell’equipaggio. Ciò che rende tecnico e interessante lo studio del tempo a bordo è dovuto al fatto che un’imbarcazione si può considerare come un osservatorio in movimento rispetto allo spostamento dei sistemi del tempo che incontra, attraversa o cerca di sfuggire. Una barca, a seconda della propria rotta e velocità, può spostarsi in aree meteo diverse, dove le condizioni del vento e del mare o lo stato del cielo possono variare totalmente.
Di seguito alcune sintetiche determinazioni e consigli pratici.

  • L’informazione meteo è importantissima per la navigazione.
  • L’ascolto del bollettino e dei suoi aggiornamenti è un dovere per il Comandante, non un optional.
  • Il bollettino non va considerato come un semaforo verde (nessun avviso) o rosso (avviso di burrasca) ma come un’informazione utile, da ragionare, interpretare e adattare alla propria rotta.
  • L’osservazione diretta del tempo sul mare deve essere attenta e scrupolosa evidenziando eventuali discordanze rispetto alla previsione. Non dimentichiamo infatti che ogni previsione, per quanto accurata, è una ipotesi; mentre le osservazioni di bordo hanno lo straordinario valore di essere attuali, veritiere.

barometro-640Per posizionarsi rispetto ai sistemi del tempo e ricavarne delle indicazioni pratiche è utile porsi alcuni semplici quesiti:

  • Vi sono avvisi di burrasca oppure no ?
  • Il tempo è perturbato o non perturbato ?
  • In miglioramento o in peggioramento ?
  • Il moto ondoso è in aumento o in diminuzione ?
  • I venti dominanti soffiano, ad esempio, dai quadranti settentrionali o meridionali ?
  • I venti sono portanti o contrari ? e così via…

Schematizzando in modo netto l’interpretazione del tempo si diminuisce il margine d’incertezza rendendo più facile decidere quando partire o quale rotta seguire. La sensibilità ai cambiamenti del tempo in mare deriva dall’esperienza, dalla tradizione e dall’attenzione che un marinaio sa dedicare all’osservazione dei fenomeni.
E’ un patrimonio che si acquisisce navigando e che ognuno può coltivare con passione anche studiando e adottando le semplici regole pratiche della navigazione meteorologica.
Le innovazioni tecnologiche hanno reso più facile e sicura la scelta della rotta ma nulla potrà mai sostituirsi allo sguardo attento e prudente di quell’uomo che a bordo sa scrutare il cielo e l’orizzonte, l’onda lunga di un vento lontano o l’indicazione del barografo che registra l’arrivo di una depressione.
Gianfranco Meggiorin
Navimeteo

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