La piccola “Lunga Rotta” del Rikky 3

Settembre 2014, il dado è tratto. Enrico va a Mazara a vedere il bestione di 14 metri che sta puntando da qualche mese… e torna che sembra abbia la febbre dell’oro.
Per ottobre mi “toccherà” quindi la sortita per la perizia di rito…. oramai siamo una Task Force…. A cose fatte sembra tutto ok. Impianti in ordine, prova a mare ok, insomma, sembra sia proprio la volta buona. Ed infatti cosi è!
Il Rikky 3, dopo una gestazione di qualche mese, prende forma.Bisogna portarlo a casa pero’…Ci sono mille cose da organizzare, documenti, passaggi proprietà, cambi MMSI, assicurazioni, epirb…. una montagna di cose da far coincidere per essere pronti per una data ben precisa: il 5 di dicembre.
Qualcuno non sta più nella pelle e, non potendo andare per motivi lavorativi, andare a prendersela subito, delega al sottoscritto l’onore della piccola impresa.
Ma con il lavoro e tutto il resto i tempi sono strettissimi…. speriamo di riouscirci..

4 dicembre ore 16.00 : rendez vous per 3/4 dell’equipaggio all’Aeroporto di Genova: il sottoscritto lo conoscete……, Eugenio, verso i 70, regatante ed ex prodier, Angelo, sulla 50ina , comandante ed armatore di uno splendido moana 39 da lui auto allestito.Incontreremo poi Franco, (anche lui sui 50/55, armatore di un alpa 11, che naviga in acque sarde) all’aeroporto di Trapani.
La prime battute, dopo i saluti, sono ovviamente dedicate al meteo ovviamente e tutti quanti concordiamo che non sarà una passeggiata: l’ingresso di un fronte atlantico convoglierà aria fredda dal Golfo del Leone e porterà il Nord Ovest. Si parla della rotta da seguire ed iniziano a farsi solidi i primi dubbi sulla rotta diretta originaria che avrei voluto seguire Ovvero verso Nord Ovest a mettersi al riparo della costa sarda per poi risalire diretti fino a casa.
E le conferme arrivano nelle ore successive con l’incontro con Franco, di Cagliari che, a fronte delle ultime carte meteo scaricate da suo figlio Matteo, confermano i nostri timori…. La rotta a Nord Ovest è immpossibile oltre che pericolosa.

alle 20 circa Eccoci quindi a Trapani, arrivamo in tempo per beccare l’ultimo supermercato aperto e riusciamo, con qualche difficoltà a fare cambusa. Carichi come muli ed accompagnati dal nostro fidato Nino (simpaticissimo e disponibile tassista di erice che avevo preventivamente contattato) ci dirigiamo prima a mangiare un boccone a Marsala e poi a Mazara del Vallo a prendere consegna dell’incrociatore a vela.

Alle 23 siamo a bordo ed iniziamo a stivare gli scatoloni in pozzetto, fa freschetto ed inizia a tirare vento. Sarà l’unica notte che dormiremo…

5 dicembre 2014 sveglia alle 07.00 o giù di li…..Dopo una colazione piuttosto silenziosa, non ci conosciamo ancora bene, a parte io e Angelo…., iniizamo a stivare cambusa e scorta di acqua e LA CAMIONATA (non esagero) di dotazioni che ci vengono recapitate dall’ ex proprietario: una marea di vele da regata, tender, motore tender….. e altre amenità… insomma, nel giro di 2 ore la barca è già piena in ogni gavone e la cabina di prua ora ospita tutta la dotazione di vele da regata, con la somma felicità di Angelo, che aveva scelto la cuccetta larga di prua e che si vedrà costretto, per tutta la durata del trasferimento a dormire a pagliolo sul morbidissimo sacco di un enorme spinnaker .alle 11.30 abbiamo finito di stivare roba …. e uno dice, bene ora riposiamo, studiamo bene gli impianti, la barca e tutta la faccenda…..
Ma prima di tutto questo sentiamo il bollettino meteo. Peggio di quanto pensassimo….. Ora da in rotazione netta da Ovest già dal pomeriggio sera. Non si mette affatto bene…. rischiamo di rimanere bloccati qua… se si alza il mare la trentina di miglia per arrivare al traverso di Trapani saranno un inferno e non è detto che si riesca a passare…..

blurayL’umore si fa serio…. bisogna decidere in fretta….aspettare domattina presto e prendersi il pomeriggio o mollare subito gli ormeggi senza aspettare un minuto?
Si decide per la seconda scelta. Molliamo gli ormeggi appena pronti.

Alle 12.40 del 5 Dicembre 2014 il Rikky 3 molla gli ormeggi dal porto di Mazzara del Vallo ed inizia il suo viaggio verso casa.
Non conosciamo la barca, le sue reazioni, nulla se non quello che ho potuto apprendere da foto e descrizione. E’ un universo nuovo.
A bordo solo la nostra esperienza passata, di chi ha navigato per regatare e chi lo ha fatto invece per diletto e spirito di libertà ed avventura. Un sardo, Franco, apparentemente burbero ma, come tutti gli isolani, dal cuore d’oro quando capisce chi gli sta vicino, Angelo un navigatore a 360 gradi, pure lui schietto e diretto un amico vero, Eugenio dalla grinta invidiabile, grande abilità nella messa a segno delle vele e di quell’albero enorme (25 metri) che sto bisonte si ritrova. Ho scelto bene e mi compiaccio, sembra quasi che le caratteristiche di tutti e quattro siano proprio una sinergia…
Decidiamo di tenere già su due mani di terzeruoli…: sappiamo cosa ci aspetta e non conoscendo la barca, non voglio trovarmi in condizioni difficili con tutta quella tela a riva. Si rivelerà scelta molto saggia questa….
Dopo circa un’oretta iniziamo a spiattellare su una timida onda da ovest, che ad ogni miglio si fa sempre meno timida… La velocità si riduce sensibilmente prima a 4 nodi e mezzo e poi a 3 e mezzo… Alle 15.50 inizia ad imbrunire e siamo ancora al traverso di Capo Libeo . Non conoscendo i fondali, vorrei passare tra Marettimo e Favignana, ma capisco che ci farebbe ritardare troppo e l’Ovest, che si fa sempre più insistente, ci rallenterebbe ancora. Tanto peggio. Si va alla puggia e mettiamo rotta nel canale tentendo attentamente d’occhio il fondale sull’ecoscandaglio e sul cartografico.
Finalmente apriamo fiocco e la ragazza inizia a camminare come un treno in corsa. 6-7- 7 e 1/2….. mammma mia come viaggia….
Ma qui iniziano le sorprese….. Quando vado nuovamente al tavolo da carteggio a controllare il Raymarine C80, con il quale ho fatto conoscenza solo un paio d’ore prima, la carta è sparita. No buono…..soprattutto nella nostra posizione…. Cavolo… (Per fortuna ho portato il mio ipad con custodia stagna e installato il navionics….). Provo a riattivarlo ma sento ululati di disappunto da fuori ed un fiocco che sbatte…. Seguendo la procedura, invece di partire tutto, si spegne anche l’autopilota….. Ca@@o succede??!?!??? riattivo tutto e il pilota va, il cartografico invece kapputt…. Accidenti a lui. provo a chiamare a terra per parlare con un tecnico ma non funziona, non riparte e non mi da neppure la posizione…. poi scopriremo il perchè!!!
Tanto peggio: ipad in carica (3 gps di riserva) e via cosi…. E’ oramai buio quando usciamo dal ridosso di Levanzo alle 17.30… e il mare da Ovest secco si fa sempre più formato. Le luci di Trapani e della funivia di Erice sono sottovento e scompaiono e ricompaiono tra le onde. Sono le 19.00 quando siamo oramai in alto mare con la Sicilia di poppa e le ondate arrivano al traverso facendoci salire e scendere come tappi di sughero.
Il bollettino conferma quanto sapevamo: Ovest 7/8. Scappiamo via il più presto possibile da qui…..
Il Rikky 3 si mette in rotta per Nord Nord Est. Come si diceva… impossibile e sconsiderato fare rotta verso la costa Ovest della Sardegna.
Il mare è grosso. Da Est Sud Est sorge una luna d’argento, enorme, splendente, che ci accompagnerà per tutta la cavalcata di questa notte di burrasca, illuminando a giorno le ondate nere che arrivano da ovest ed il loro ghigno lucen te (vietato guardare dietro le spalle!!!!!!) e i groppi grigioneri che si susseguono incessantemente, carichi di pioggia e fulmini… Perdonate, ma l’ultimo mio pensiero era fare delle foto in questo caso!!!!!! Chi li ha visti nelle sue navigazioni li riporti alla memoria,…. chi no…. beh…. cerchi di immaginarli….. Il periodo dell’onda sarà stato di una 60ina di metri credo….
Sotto “planata” mettiamo il boma in acqua (per la cronaca il boma è lungo 8 metri)…. per me è una cosa nuova e, devo dire, questa cosa mi ha impressionato un po’. Soprattutto per la velocità con la quale spiattellava sull’acqua….. Ringrazio di aver deciso di tenere due mani di terzeruoli….

 

turni (di 2 ore) si susseguono.meteo
Alle 23 smonto dopo aver preso la coda di uno dei tanti groppi. Li vedi sopravento a ovest arrivare come giganti incazzati e cerchi di calcolare se ce la farai a scappolarli… non si può fare altro… L’ultimo prima di andare a tentare di riposarsi un poco è carico di vento e pioggia, … per fortuna siamo velocissimi (raggiungiamo spesso i 12 nodi sotto raffica) e riusciamo a prenderne, come dicevo, solo il colpo di coda….
Vado giù, è il turno di Angelo e Franco, che tuttavia non è molto in forma e fatica un po’ a ri-abituarsi al rollio potente.
Mi tolgo stivali, giacca e tuta bagnata e vado a sdraiarmi a pruavia del quadrato, a pagliolo, sopra il sacco dell’enorme spinnaker. E morbido e mi accoglie senza storie.
Non prendo sonno subito e penso… Certo che io riparto sempre col botto cavolo come nel 2007….
Penso a questa barca che non conosco e che nonostante le magagne dell’impianto elettrico che ha manifestato quasi subito, mi da l’idea, nonostante sia velocissima, di essere altrettanto solida: non uno scricchiolio, neanche sotto imbardata…..
Penso a quell’albero enorme e quel boma chilometrico….. Mi sento in soggezione rispetto a questo veliero….. Poi mi addormento, mentre le ondate continuano a portarci su e giù.

 

6 dicembre 2014
ore 01.30 Troppo tardi, impossibile spostare il mezzo marinaio ….. che infatti va perso in qualche rollata….
Passa così tutta la notte, ma abbiamo la consapevolezza che più mettiamo miglia dietro la scia e più ci allontaniamo dal vero inferno che sta per scatenarsi dietro di noi….. Nord Ovest 8 pieno..
Incrociamo una nave a prua, ovviamente in rotta di collisione….. passa lenta lenta….e ci tocca orzare…. che goduria…
Procediamo come siluri ed il pilota automatico lavora alacremente per tenere in rotta la barca sotto quel mare,… fino a che non va in palla, … ma non per colpa sua. Qualcosa nell’impianto elettrico non va… e manda in casino tutto quanto…
Qualche rincoglionito, poi scopriremo, ha fatto un collegamento (non vado troppo sul tecnico, non ne ho le competenze…) diretto sul navtex C-80 col risultato che andando in palla quello, tutta la strumentazione elettronica va kapputt, pilota automatico compreso…..
Il risultato è che anche ora bisogna timonare a mano…
Eugenio, fa un turno massacrante mentre Franco, povero, sta ancora male…. ma si rifarà con gli interessi.
Impossibile aprire il quadro elettrico in quelle condizioni: abituato agli spazi inerni da tempi duri di una barca marina come il moana, Angelo non riesce ad afferrare uno dei pochi tientibene del quadrato ed una rollata lo scaraventa sottovento a sbattere contro la paratia in legno. Per fortuna riesce a mettere una mano per attutire l’urto, ma si rialza col naso sanguinante, per fortuna poco. 1
Si va a mano fino a mattina. Facciamo turno fino alle 4 -4 e mezza circa credo, poi io scendo e sale Angelo che nel frattempo si è rimesso. Sono quasi le 5 quando Eugenio guadagna il meritato riposo. Anche Franco, che sta meglio, viene a dare man forte.
Altri groppi…
Quando sorge il sole il mare sembra mollarci un po’ finalmente, dovremmo avercela fatta ad uscire dal cono della botta da Ovest, e la navigazione si fa finalmente più agevole. Le ondate si riducono di dimensioni e di conseguenza le rollate.
Proseguono e proseguiranno i groppi fino a mattina inoltrata invece…. con piovaschi e soprattutto con fulmini che mettono paura: soli , l’unica barca in mezzo a tutto questo mare, l’unico oggetto di metallo, altissimo in mezzo al nulla…. con fulmini che cadono qua e la’……
Cerchiamo in qualche modo di modificare la nostra rotta per fare in modo di lasciare passare questi bisbetici pericolosi…
Due delfini a prua per qualche istante,…. poi più nulla per tutto il Tirreno, ad eccezione di una Caretta Caretta avvistata nel pomeriggio.
Colazione finalmente e poi con luce piena e barca finalmente raddrizzata apriamo il quadro elettrico.
Angelo:” ma chi ha fatto questa porcata?”
Io non me ne intendo e cerco di capire e carpire …..
“Qualche buontempone ha preso energia e fatto un collegamento diretto tra navtex e bla bla bla…. .”
…Mi sono già perso, ma sono sempre più contento di aver scelto loro…. Cerchiamo di fare il possibile in navigazione, che tradotto vuol dire stringere morsetti controllare contatti e mettere un po’ di CRC… Infatti il pilota riparte. Ma non appena metto in funzione il navtex tutto speranzoso,… puff tutto di nuovo giù.., E ‘ lui l’incriminato…. Ma come mai non da il punto?Angelo serafico e bellicoso allo stesso momento, un mix difficile da spiegare, ma molto efficace, si dirige con il cacciavite all’antenna del Gps.
In 5 minuti è di nuovo giù di sotto con antenna smontata in mano e aperta: ruggine e larve di insetti al suo interno…. Mavaff!!!!!!! Scolleghiamo il navtex e lasciamo andare solo strumentazione elettronica e Pilota…. che, non mi piace manco un po’, sono collegate.. Finalmente riprendiamo fiato…. 2

Un paio di navi ci tagliano la rotta a prua dirette ad Est, poi mare solitario…. manco un gabbiano perso….

Un cielo lattiginoso si apre spazio fra i groppi oramai radi e rolliamo il fiocco… Ci da scarso e il fiocco sbatte… Passa cosi il pomeriggio tra l’ascolto dei vari meteomar che sono tutt’altro che rassicuranti…. Sembra quasi di giocare a scacchi…. A sud burrasaca forte forza 9 da Ovest nord Ovest su Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, Nord Ovest su Mare di Corsica. Col passare del pomeriggio dopo salame formaggio birra, cioccolata e caffeè ecco una Caretta Caretta ci sfila di fianco… Ne approfitto per farmi una passeggiata a prua….. mado’ quanto è lunga…
I bollettini si susseguono e danno Nord Ovest anche Su alto tirreno e rotanzione a Nord su mar Ligure, peraltro forza 9. Di nuovo, alla larga dalla Sardegna….
Verso il pomeriggio ecco che entra di nuovo il Nord Ovest, rimettiamo fiocco e ricominciamo a galoppare. alle 16,00 inizia ad imbrunire e ricomincia di nuovo a fare onda …Buio…..
L’ultimo meteo da rinforzo da Nord Ovest 8, è gia 30 ore che siamo in navigazione e pensare di fare un’altra notte con un forza 8 nuovamente al traverso non ci entusiasma affatto. Civitavecchia è troppo lontano e Gaeta o Napoli ci farebbero perdere troppo terreno.
In rotta per 015° , sono le 17.00 quando Ponza dista ancora una trentina di miglia.
Altri groppi e fulmini annunciano l’arrivo della botta….. Ma andiamo veloci e le miglia scorrono rapide…. o quasi… Alle 21.00 il faro bianco del porto è in vista, ma è pieno di secche intorno. è buio e non conosco affatto il posto…. Mettiamo prua al vento ed ammainiamo randa (ancora con due mani di terzeruoli da quando siamo partiti) e rolliamo il genoa…. Stock…. Ecco porca vacca il genoa non si chiude e fa fatica ad aprirsi…. porca miseria,. un grillo messo sulla drizza del genoa impedisce al tamburo superiore di scorrere come deve, poi appureremo… Ma l’ansia per un’altra avaria (questa volta ben più grave degli strumenti) sale….
Per fortuna con qualche manovra e strattoncino si chiude…. ma non ho intenzione di proseguire se non risolviamo questo problema…. MI vedo già andare in testa albero o issarci su qualcuno dell’equipaggio…. 3

ore 22.00 Il faro di Ponza da bianco diventa Rosso…. bisogna aspettare per l’accostata che sparisca e compaia il verde….
Angelo tiene d’occhio il suo piccolo cartografico con la massima attenzione e quando abbiamo finalmente il rosso a sinistra ed il verde a dritta accostiamo per imboccare il canale…. Siamo stanchi, e sappiamo perfettamente che è quando si è stanchi che si fanno le cappelle…. Rimaniamo concentrati….e procediamo lenti lenti…
Dentro non c’e molto fondo e noi peschiamo parecchio… Mentre sfila il rosso del porto alla mia sinistra, vediamo che al moletto vi è un’unica barca a vela ormeggiata…. Sempre lenti lenti cerchiamo di andare verso il molo delle navi di linea. Ma ecco la sorpresa, di colpo l’eco scandaglio, che fino a pochi istanti prima dava mezzo metro sotto la chiglia, improvvisamente sale repentino e, tempo di dire 0, che ci fermiamo sulla sabbia….. Macchine indietro…. dobbiamo uscire di qua…. Ci disinsabbiamo subito ma decidiamno, senza altri indugi, di mettere due cime alla barca già ormeggiata (dopo aver chiesto autorizzazione al loro comandante) …. Manovra lenta e alle 23.00 siamo ormeggiati…. Finalmente…. Sono davvero stanco…. sono giorni che non tiro il fiato e questa navigazione è stata una prova non indifferente… Dopo aver sbrigato le manovre di ormeggio e di messa in sicurezza con due cime a terra è tempo di mettere qualcosa sotto i denti. Qualcosa di caldo sotto i denti. Franco si rivela un cuoco superlativo e ci fa una pastasciutta al tonno da 10 e lode

ormeggio

 

Facciamo il punto della situazione e la cosa che preme più di tutte è verificare il rullafiocco. Possibile che durante la perizia tutto funzionasse alla perfezione e ora saltino fuori una riga di magagne??? Evidentemente si… E questa è un’altra lezione…..
Ad ogni modo…. alle 01.00 circa tutti in branda per il meritato riposo…. Avere l’acqua calda a bordo è davvero gradevole per lavarsi.

 

07 dicembre
come si sta bene ormeggiati…
stanchissimi per la prima tirata, dormiamo come sassi e ci svegliamo verso le 8 di mattina…
abbondante colazione e via a cercare di risolvere i problemi più impellenti: trovare gasolio, un mezzo marinaio nuovo (mi sono accorto dov’era quello della barca troppo tardi, quando le surfate in acqua della varea del boma, lo avevano oramai tirato fuori troppo per poter pensare di recuperarlo, la notte precedente!!!!), risolvere il problema del rullafiocco.
In pochi minuti tiriamo giù il fiocco e constatiamo che il tamburo gira bene ed i cuscinetti sono ok: risolviamo il problema togliendo un belin di moschettone tra la drizza e i tamburo stesso… perfetto… ora gira benissimo e tiramo un sospiro di sollievo…
Io ed Eugenio intanto ci aggiriamo per il porto per cercare un chandler aperto (ovviamente di domenica a dicembre è impresa più unica che rara!!!). Ma a portarci fortuna troviamo un beagle che ribattezziamo Maestrale ( vista la botta da NW del giorno prima),che poi scopriremo chiamarsi Ugo ed essere la mascotte del porto…. .
Ugo ci accompagnerà per tutto il nostro giro del porto fino ad imbatterci per caso proprio nel proprietario del chandler che per caso si era recato al negozio. In buona sostanza prendiamo tutto quello che ci serve, taniche di rispetto comprese… che cu….
Facciamo gasolio…. a braccia, sempre accompagnati dal nostro amico Ugo-Maestrale… e siamo pronti… Le previsioni di dicono NW forte alle nostre spalle e gran botta da NE in arrivo nel giro di 36 ore…
Detto fatto… Salutiamo Ugo e molliamo gli ormeggi. Doppiamo Zannone e poi rotta a Nord verso Civitavecchia….
Finalmente si viaggia i relax…. echeccacchio!!
per civitavecchia però si arriverebbe in notturna…. e non mi piace …. Così decido di proseguire, … tantopiù, che con la grecalata in arrivo, più su siamo meglio è. Effettivamente poi siamo in dicembre e pensare di navigare con la luce di pomeriggio è utopia. Sono solo le 17 infatti quando il sole è già quasi sull’acqua e il buio ci restituisce l’abitudine dei turni…. Cena frugale con salame siciliano, tonno e qualcos’altro e via in branda…..
Le luci di della costa scorrono lente,…. ma neanche tanto e passiamo Roma …. con il suo super traffico aereo….
Già nella sera si era alzato il vento e camminavamo di nuovo come siluri….. un nord secco, chi ci faceva poggiare e allargare la rotta per non averlo in prua…. Durante la notte rinforza e di nuovo il Rikky 3 prende a galoppare come un incrociatore….
Ma con il vento da Nord arriva anche il freddo, che è davvero pungente….. io ho addosso i jeans, salopette della tribord,stivali , maglia termica, pile e cerata imbottita, ma cazzo se fa freddo….
Si decide per turni di 2 ore proprio per non rimanere surgelati. Mi chiedo come cazz facesse la Zolo a navigare in artico….. Galoppiamo tutta la notte e l’alba ci restiuisce ad un mare ed un vento che con il salire del sole si addolciscono un po’. Verso le 10.00 siamo al traverso dell’Argentario . Passiamo poi al traverso del Giglio, verso il quale, per rispetto alle vittime di quello scellerato, togliamo il berretto.
La mattina procede con un nuovo rinforzo e quando passiamo ad un paio di miglia dalle formiche di Grosseto il vento è di nuovo sui 22-25 nodi da Nord Nord Est.
Rotta su Salivoli…….dove arriviamo con 5 ore di anticipo sulla tabella prevista…. E’ incredibile quanto corre sta barca…
Alle 15.00 siamo ormeggiati a Salivoli e, con un triplice Hurray, lascio il comando a mio fratello Enrico. La mia missione è compiuta. Dobbiamo fare ancora una tappa fino a Lavagna, è vero, ma il senso di questa galoppata a fare zig zag tra le burrasche è stata proprio essere qui in modo che lui potesse prenderne il comando prima di partire per l’Angola……
Con un triplice Hurray dicevo, sale a bordo con sua figlia Lavinia, orgogliosi e sorridenti di essere ideatori ed esecutori della prosecuzione di una storia che nasceva circa 50 anni prima con il Rikky (un golif di 6.5 mt) e successivamente con il Rikky 2 (il caipirinha che i vecchi del forum ben conoscono e che è ancora con noi….) ed ora con il Rikky 3, questo incrociatore di 14 metri….

a    d

 

c
           b
Salivoli, dicevo…finalmente un po’ di riposo… tanto domani è impossibile ripartire…. previsto Forza 9 da Nord Nord Est.
E’ 4 giorni che svicoliamo tra le burrasche e l’idea di andarsela a prendere tutta, benchè sottocosta non ci aggrada.
Tanto peggio, manca solo una tappa, non andiamocela a cercare…Serata a bordo con mega spesone del neocomandante ancorchè armatore e cucina dell’immancabile Franco che ci delizia con dei bei saraghi alla non so cosa, ma ottimi…
Si sta bene ed in ottima compagnia e si chiude cena con 3 vittime rosso scuro e rhum e cioccolato fondente…..10 dicembre
….sosta a Salivoli… si mette un po’ a posto…. solo un po’ dato che l’equipaggio è aumentato…. ed al sottoscritto spetta il posto privilegiato in quanto ex comandante…. a pagliolo sul sacco dello spinnaker.. :)))))
Durante il giorno cerchiamo di risolvere qualche cosa dei problemi al circuito elettrico…. ma è energia sprecata….. come si vede dalla scatoletta di relais riesumata a piede d’albero qui c’è bisogno di un intervento radicale sull’immpianto elettrico…. che è stato vistosamente trascurato….. come peraltro il bruciatore del riscaldamento che ovviamente è andato in blocco…ovviamente quando più sarebbe servito…..
Il nord est si fa sentire e, dentro il porto gli alberi e le drizze ululano ed intonano i loro canti…. fa freddo accidenti, un freddo cane…11 dicembre
sveglia ore 5.30 inizia l’ultima tappa….Il nord est non si è ancora quetato, anzi…. soffia e spinge masse di aria fredda e spruzzi già da quando issiamo randa (che è rimasta terzerolata per tutta la traversata!!!).
Mettiamo in rotta per Lavagna e appena fuori dal ridosso del promontorio il vento si assesta sui 25/30 nodi… di bolina. Azz come cammmina sta bestia….
La prima notte ci aveva fatto vedere cosa sapeva fare con andature al traverso e ora lo fa di bolina…. Si inclina e sbanda parecchio poi, oltre un certo angolo,… per la verità non troppo comodo per gli spostamenti in pozzetto, si assesta e galoppa come un missile 7-8-9 nodi…. con due mani e fiocco smutandanto rullato per metà…. una volta in assetto sembra che vada su rotaia….
La prua, alta, taglia il mare come una lama nel burro…
Passano un paio d’ore e dopo il sorgere del sole , andando sottocoperta Enrico si accorge che entra acqua da qualche parte…. Ca@@o, il bagno di poppa è pieno d’acqua …. Un brivido mi percorre la schiena…. Che è successo? Poi l’ennesima raffica ci rivela la verità….. una valvola del cesso aperta, sottovento…. e l’acqua che refluisce…. fiuuuuuuuuu Valvola chiusa, 1/2 ora a sgottare in posizione non enunciabile in questa sede, e il problema è risolto…
Ecco, altra lezioncina sulla nuova ammiraglia,… imparata.
Camminiamo come siluri per buona parte della mattinata finchè il vento lentamente ci lascia e apre le porte ad un Mar Ligure finalmente calmo ed accogliente….
La navigazione procede quindi traquilla e placida fino a sera quando questo globo terraqueo sul quale siamo ospiti, ci regala un tramonto di una bellezza inaudita. A Sud si erge la Corsica con il Monte Cinto, vicino a lei, la Capraia, la Gorgona, l’Elba….
A Nord la costa Ligure da Spezia a Ventimiglia in mezzo sembra ci sia mare ed in mezzo una grande isola vulcanica, un cono perfetto che si erge dalle acque tra i due estremi della Liguria…. il Monviso…. Il cielo si incendia di colori rosso fuoco, con una corrente a getto che passa molto a ovest che preannuncia un’altra, imminente, botta da Nord-Ovest…
Ogni tramonto ha il suo fascino questo è certo, ma questo ha il sapore di una vittoria, di una piccola impresa compiuta per rendere possibile ad un sogno realizzato di conoscere il suo artefice…..
Il sole ci lascia anche per questo ultimo spettacolo di questa “piccola Lunga rotta”.
Due delfini si mettono a saltellare a prua, una madre ed un cucciolo, a sugellare il benvenuto al Rikky 3 ed al suo equipaggio nella suo nuovo mare.
Le luci di Lavagna si avvicinano e finalmente si vedono quelle del porto….
Il Rikky 3 sfila con equipaggio in coperta, silenzioso davanti all’imboccatura e soprattutto davanti agli occhi del Rikky 2, da 30 anni compagno di tutte le nostre esperienze marine e, permettetemi, umane.
Silenzioso gli sfila davanti a raccogliere un testimone importante, a raccogliere un eredità di cui dovrà dimostrare di essere degno negli anni a venire…
Onore al Rikky v2 quindi ed un grandissimo grazie per tutte le avventure passate assieme….Devo dire la verità, non è stato facile, organizzativamente, logisticamente e velisticamente parlando… soprattutto considerato il fatto che non si trattava di una crocierina estiva, che era una barca che non conoscevo affatto e che ci arrivavo con le “pile” non propriamente cariche….Ringrazio il mio superbo equipaggio, …Angelo grande come sempre, Eugenio timoniere insostituibile, Franco grande navigatore e grandissimo cuoco, Enrico, mio fratello, e Lavinia mia nipote navigatrice….. e permettetemi…. il sottoscritto,…. perchè come un tempo, sembra sia riuscito a mantenere integra quella voglia di avventura e di sfida contro se stessi, che credo sia alla base delle più belle ed appaganti esperienze che abbiamo fatto nelle nostre vite….

fine

http://www.molo81.it/forum/threads/rikky-3-missione-compiuta.2500/

 

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