La patente nautica, a cosa serve e come conseguirla.

27 marzo 2014
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L’Italia è uno dei paesi in cui esiste la “Abilitazione al comando di unità da diporto”; in molti altri stati questo titolo è un concetto totalmente assente, se vuoi navigare, ti compri una barca e vai.

Ora noi siamo spesso esterofili, tanto da far leggi alla francese, alla tedesca..ecc..ecc, ma in questo caso a mio avviso dovrebbero esser gli altri ad adeguarsi al sistema italiano. Chiaramente con dei distinguo che nel corso di questo scritto verranno fuori.

Innanzitutto esaminiamo come è articolata la nostra “patente nautica“; fondamentalmente è divisa in due tipi a seconda della distanza dalla costa alla quale ci abilità a navigare, ovvero senza limiti o entro le 12 miglia dalla cosa. Entrambi le abilitazioni sono poi ottenibili per barche a vela/motore oppure limitata al solo motore; tralasciamo qui l’abilitazione per le navi da diporto.

La patente nautica è obbligatoria, quando vogliamo navigare oltre le 6 miglia dalla costa a prescindere dalla potenza del motore, oppure entro le 6 miglia quando a bordo abbiamo un motore che ha una potenza superiore ai 30 kw o 40.8 cv1, quando ancora siamo al comando di un motoscafo mentre si fa sci nautico oppure se conduciamo una moto d’acqua. Per cui, in pratica, se comando una barca con un motore di 40 cv, posso non aver la patente se sto entro le 6 miglia dalla costa, mentre oltre tale distanza, anche se ho un 4 cv devo esser abilitato.

Ecco il primo assurdo, secondo il mio parere, la gran parte delle cose che possono costituire pericolo per se e per gli altri sono proprio entro le 6 miglia dalla costa: è lì che si incrociano una moltitudine di altri scafi, è li che si entra ed esce dai porti, è li che si incontrano i segnali IALA, è sempre li che ci possono esser sub, bagnanti, windsurf, ecc.ecc. Che dire, io avrei reso obbligatoria la patente sempre ed in ogni caso entro le 12 miglia dalla costa.

Adesso è verissimo che l’aver conseguito l’abilitazione non fa il marinaio prudente e rispettoso, ma almeno obbliga a sentir parlare ed a studiare tutte quelle norme di comportamento, di sicurezza e di prevenzione degli abbordi, che certamente contribuiscono a render meno pericoloso il navigare sotto costa. Nella mia esperienza vi dico che molti allievi che prima di prender la patente, noleggiavano o possedevano i famigerati gommoni con 40 cv, non avevano ad esempio la più pallida idea di come si entra ed esce da un porto o di quali fossero le norme circa le precedenze in mare; certamente aver imparato questi concetti ha reso molti di loro dei fruitori del mare più attenti e rispettosi della sicurezza (almeno lo spero)

Cosa fare per ottenere la patente.

L’abilitazione al comando di unità da diporto è rilasciata, dopo aver superato un esame, dalle Capitanerie di Porto, o, esclusivamente per quella entro le 12 miglia dalla costa, dalle Motorizzazioni Civili.

La domanda d’esame ed ogni altra informazione ufficiale si trova sul sito della Guardia Costiera.

Procediamo con i giusti passi: per cominciare occorre sottoporsi alla visita medica che attesterà con un certificato l’idoneità fisica senza la quale non si viene ammessi all’esame. Chiaramente occorrerà pagar una tassa e portare foto ed una marca da bollo!

Dopo aver avuto il nostro certificato possiamo compilare il modulo per la richiesta di ammissione all’esame; la domanda da presentare sempre in bollo, va accompagnata da una due foto tessera e tre versamenti rispettivamente da 25, 20 ed 1,65 €. A quel punto viene dato al candidato un periodo di circa 30 giorni prima di esser convocato per l’esame.

E arriviamo al mitico esame, che a breve subirà una ringiovanita, eliminando domande su argomenti un po obsoleti e adottando in ogni sede italiana la medesima procedura per quiz (chiaramente lasciando il problema di carteggio per quella senza limiti e la prova pratica per entrambi).

Ad oggi però capita di sentirsi chiedere cosa è l’anguilla o come si usa un solcometro a barchetta! E di non aver fatta alcuna domanda su cosa sia un waypoint! Insomma, sta alla discrezionalità dell’esaminatore rendere l’esame il più attuale possibile.

Come consiglio personale, anche se sembra scontato, la cosa migliore è prepararsi bene su tutto, non esiste un argomento che non viene mai trattato. Fino a quando poi ci saranno esami orali, tralasciando la prova scritta per l’esame senza limiti, in genere l’interrogazione inizia con domande relative proprio al carteggio ed alla carta nautica e come si sa, chi ben comincia è già a metà dell’opera!

Una volta conseguita poi, la vostra patente ha una valenza di 10 anni e se si sono superati 60 anni di età bisognerà rinnovarla ogni 5 anni. Per il rinnovo non occorre risostenere alcun esame, ma basterà presentare una semplice domanda.

Chiaramente qui per non esser noioso non ho risposto ad ogni vostra possibile domanda o tolto tutti i dubbi, per cui eventualmente chiedete pure…

1 in realtà questo limite di potenza è irrilevante se il motore supera una certa cilindrata: 750cc 2t – 1000cc 4t fb – 1300cc 4t eb – 2000cc diesel. In questi casi infatti la patente è obbligatoria anche se la potenza è inferiore ai 40.8 cv o 30 kw.

DAVIDE DEL PUGLIA
Scuola Velaspiego – Marsala
http://www.scuolavelaspiego.it/

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