Il Rosso, il verde ed il bianco

12 marzo 2014
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Volendo affrontare qualche navigazione notturna, tra le cose da tenere ben in mente ci sono certamente le “luci di via ed i fanali distintivi delle navi”, ovvero quell’insieme di luci che secondo il colore e la disposizione ci dicono cosa sono e che direzione hanno le barche che incrociamo navigando.

Diciamo innanzi tutto che la realtà è ben differente dalla teoria; osservare le luci di un’altra imbarcazione di notte è tutt’altro che semplice come invece può sembrare quando ci poniamo di fronte a quegli schemini sulle luci che troviamo qui ed in tutti i testi per la patente nautica.
Siamo sulla nostra barca, magari con onda, e con il nostro binocolo cerchiamo di capire cosa rappresentano quelle luci laggiù; invece che vedere quei bellissimi puntini luminosi, a causa del rollio e del beccheggio, riusciamo al massimo a scorgere  delle strisciate colorate, senza contare poi che, sopratutto nel caso dii pescherecci, a coprire le luci che a noi interesserebbe osservare ci sono altre luci parecchio potenti che confondono ogni altra fonte luminosa.

Ho parlato finora di binocolo; è questo infatti il migliore strumento per le osservazioni notturne in quanto oltre ad avvicinare gli oggetti ha la caratteristica di amplificare la luminosità, permettendoci ad esempio di vedere le sagome delle navi altrimenti invisibili ad occhio nudo.

Questa breve introduzione l’ho voluta fare proprio per chiarire che riconoscere le luci in navigazione è spesso cosa ben diversa dal farlo a terra su un qualsivoglia schema da studio; per farlo in mare occorre un po di allenamento ed esperienza.

Cominciamo adesso a ripassare l’insieme delle luci e dei colori che formano appunto le luci di via ed i fanali distintivi delle navi.

Le barche a motore:
queste, di base, mostrano una luce rossa sulla sinistra ed una verde sulla dritta, visibili ognuna per un settore di 112,5°, una luce bianca a poppa detta “coronamento”  visibile entro un angolo di 135° ed infine, una luce bianca detta di “testa d’albero” rivolta verso prua con un angolo di visibilità di 225° ( nulla a che vedere con la testa d’albero delle barche a vela).

lucidivia
E’ bene puntualizzare che queste luci, ovvero quelle che chiamiamo “di via” indicano sempre che la nave ha abbrivio, quindi movimento, a prescindere comunque dal fatto che esso sia dato dal motore, vele o altro.

L’immagine seguente mostra una barca o nave a motore, di lunghezza inferiore ai 50 m, con tutte le sue luci di vi accese;
se la nave supera tale misura, le luci di testa d’albero diventano due, una posta a pruavia dell’altra e ad altezza differente tale che la distanza verticale tra le due luci sia almeno di 4,5 m.
Quindi, se navigando incontriamo le luci seguenti siamo di fronte ad una nave a motore, con abbrivio, lunga meno di 50m vista da prua nel primo caso, dal lato di dritta nel secondo.

luci1
Nel caso seguente invece la stessa nave, ma lunga più di 50 m.
luci2

Esistono alcune piccole deroghe a queste regole e riguardano le barche a motore di lunghezza inferiore ai 20 m che possono, se vogliono, riunire in un unico fanale i laterali rosso e verde, conservando però gli angoli di visibilità; se poi la barca è di lunghezza inferiore ai 12 m allora la luce di testa d’albero e quella di coronamento possono esser sostituite da un fanale bianco visibile per 360°.
Qui sotto una barca di lunghezza inferiore ai 20m con i fanali laterali riuniti.
inf 20
Ecco una barca di lunghezza inferiore ai 12m con le luci di testa d’albero e di coronamento riunite.
inf 12
Non fidatevi però ciecamente delle luci che osservate!
Purtroppo ho potuto più volte osservare diverse discutibili  “interpretazioni” delle luci di via, sopratutto tra i piccoli pescherecci.
Mi è capitato infatti ad esempio, di star li a ragionare, mentre di notte osservavo delle luci al binocolo e nonostante la barca in questione cambiasse evidentemente direzione del moto più volte, io continuavo a vedere le laterali insieme ad una bianca anche se ripeto chiaramente che la barca modificava radicalmente la propria rotta, anche invertendola.
Il mistero l’ho svelato poi un giorno osservando le luci di via di alcuni piccoli pescherecci ormeggiati in porto; alcuni di loro montavano delle luci rosso e verde da cantiere edile,  visibili in pratica per 180° al posto di quelle regolamentari con l’angolo prewscritto di 112,5°.
E forse voi forse sapete che i pescherecci non sono obbligati a stipulare una polizza rc, per cui state attenti! (esiste un disegno di legge in proposito presentato nel 1998, ma che  risulta come “non ancora iniziato l’esame”)

DAVIDE DEL PUGLIA
scuola Velaspiego – Marsala
http://www.scuolavelaspiego.it/

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